BlogAppunti di Sedat Bornovalı
Penisola Storica: da dove prende le mosse un itinerario d’elezione?

Per le pagine di Milliyet Pazar, Seyhan Akıncı ha sollecitato una mia disamina sulla Penisola Storica: per quale ragione questo nucleo intramurario, già capitale di imperi successivi, continua a catalizzare l’attenzione globale, e quale dovrebbe essere il punto di partenza per chi vi si avventura per la prima volta?
La genesi della risposta risiede, in prima istanza, nella geografia. La posizione strategica che eresse la città a capitale dell’Impero Romano, fusa con la densità semantica di cui si sono caricati i suoi edifici, compone un unicum architettonico e spirituale. E non è certo un dettaglio marginale che Santa Sofia, per quasi un millennio la più imponente basilica della cristianità, e il Palazzo di Topkapı, centro nevralgico di un impero durato secoli, possano oggi scandire le tappe di una singola giornata di esplorazione. Ho eletto come punto di partenza l’antico Ippodromo, all’ombra dello storico rettorato dell’Università di Marmara: gli obelischi e la Fontana Tedesca, seguiti dalle terme di Haseki Hürrem, da Santa Sofia con le gallerie superiori finalmente restituite ai visitatori, dalla Cisterna Basilica e, infine, dal Palazzo di Topkapı, che da solo esige un’intera giornata. Per transitare da un monumento all’altro, anziché fendere le piazze gremite, si rivela ben più appagante insinuarsi tra le dimore storiche di Soğukçeşme Sokağı.
Sarebbe mai possibile concepire un simile itinerario escludendo l’architettura ottomana classica?
Nessun compendio di tappe imprescindibili può prescindere dal genio di Mimar Sinan: i complessi di Şehzade e Süleymaniye e, in posizione più defilata a ridosso del Bazar delle Spezie, la moschea di Rüstem Paşa. Da lì, discendendo verso le sponde del Corno d’Oro, il tram conduce verso Fener, Balat e Ayvansaray, dove le stratificazioni delle culture greca, ebraica e armena si lasciano decifrare come i capitoli di un antico codice. Un manoscritto nelle cui pagine, peraltro, pulsa ancora una vita autentica, e le cui architetture non hanno smarrito la loro dimensione intimamente umana.
L’ultimo quesito ha indagato la metamorfosi di questo quadrante urbano. Trent’anni or sono, non avremmo osato immaginare di poter passeggiare, fare acquisti, pranzare o scattare fotografie a Fener e Balat; oggi, tutto ciò è parte integrante della quotidianità. Ne consegue la chiosa dell’intervista, che si configura quasi come un vaticinio: una Penisola Storica che non soccombe all’usura del tempo, ma che al tempo sa innestare organicamente la propria millenaria narrazione. La disamina integrale è reperibile su Milliyet Pazar.
Sedat Bornovalı, “Penisola Storica: da dove prende le mosse un itinerario d’elezione?”, sedat.bornova.li, 2024-04-14, https://www.sedat.bornova.li/it/2024/04/14/penisola-storica-da-dove-prende-le-mosse-un-itinerario-delezione/, aggiungere la data di consultazione.